Ascoltare e sentire, quali sono le differenze?

Nel linguaggio quotidiano molto spesso utilizziamo l’espressione ” ho sentito” piuttosto che “ho ascoltato”, e di certo non è un caso.
Con la prima espressione, anche se inconsciamente, indichiamo che non abbiamo prestato tanta attenzione nell’azione compiuta, con la seconda
Invece evidenziamo l’esatto contrario.
Per capire meglio la differenza proviamo ad analizzare due frasi: ” oggi alla radio ho sentito che ci saranno cambiamenti sulle modalità di assunzioni per i dipendenti”, ” oggi alla radio ho ascoltato una bella canzone”.
Con la prima frase faccio presente che ho appreso questa notizia ma che non mi sono spinta oltre a conoscere o capire l’argomento, per cui il messaggio che mi arriva è incompleto, nella seconda frase invece è evidente che io abbia prestato attenzione tanto da poter definire il brano con un aggettivo positivo.
Queste due azioni, apparentemente uguali, giorno per giorno influenzano anche i nostri rapporti sociali.
Se ci soffermiamo per un attimo ad analizzare le nostre conversazioni con i colleghi di lavoro, con gli amici, con i conoscenti e con i nostri stessi parenti, ci rendiamo conto che solo poche volte li ascoltiamo, e quindi prestiamo attenzione, tutte le altre invece ci limitiamo a sentirli.
Il rischio che si corre è quello di ricevere informazioni incomplete e confuse , rischiando, sopratutto nel campo lavorativo, di portare a termine un lavoro nella maniera sbagliata e non perché non siamo capaci di adempiere ai nostri compiti, ma semplicemente perché volontariamente abbiamo usufruito delle informazioni in maniera sbagliata.
Ascoltare non è semplice perché richiede una determinata concentrazione mentale che non sempre abbiamo.
Un esercizio che consiglio di fare, per imparare a distinguere queste due azioni, è quello di analizzare le conversazioni quotidiane e provare a vedere quante volte sentiamo e quante ascoltiamo.